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Da Uno strano sogno, il mio – La coperta, 2023
Opera collettiva
Quest’opera nasce nel 2018 dal ritrovamento di un piccolo libro illustrato da Francesco, fratello dell’artista, scomparso nel 2016. Nel racconto, scritto e disegnato durante l’infanzia, Tiziana è imprigionata in una gabbia e viene infine liberata da un omino che poi “vola via in un fascio di luce”.
Da quella scoperta prende forma un’opera in continua trasformazione che accompagna negli anni l’elaborazione del lutto. La gabbia, elemento centrale e simbolico, si modifica progressivamente fino a diventare, nel 2023, un intreccio di fili rossi: un telaio aperto alla memoria e alla relazione.La tessitura diventa un gesto necessario: un modo per canalizzare il dolore, custodire la memoria e trasformare l’assenza in presenza. Ogni nodo racchiude un legame, ogni intreccio una storia condivisa; ogni sutura diventa una cura.
La coperta è un’opera collettiva. Chiunque abbia conosciuto Francesco è invitato a partecipare affidando all’intreccio un ricordo, una parola, un frammento di tempo vissuto insieme. Accanto all’opera è presente un diario rosso in cui questi ricordi vengono raccolti e custoditi.
Per partecipare è necessario coinvolgere Tiziana: l’intreccio è un gesto da compiere in due, un momento di incontro, ascolto, condivisione e cura.
«Vorrei che questa coperta appartenesse a tutti noi: amici, parenti, conoscenti, a chi ha condiviso anche solo un’ora con lui e ne conserva un ricordo. Vi invito a fermare insieme a me un istante e a custodirlo in quest’opera.»
"Se solo sogno sono erosione ed eterna rigenerazione." La ricerca di Tiziana si sviluppa nel dialogo tra sogno e realtà, ponendo al centro la memoria intesa come materia sensibile e in continua trasformazione. Attraverso il ricordo, la traccia e l'esperienza condivisa, indaga il rapporto tra ciò che permane e ciò che cambia, esplorando il modo in cui vissuti personali e relazioni contribuiscono alla costruzione di significati. Diplomata in Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Bari, prosegue la sua ricerca attraverso la stampa d'arte, il monotipo e la sperimentazione tra linguaggi differenti, mantenendo un approccio aperto e interdisciplinare. Negli anni la sua pratica si orienta verso forme di arte partecipata e relazionale, in cui l'opera non si esaurisce nell'oggetto, ma prende forma nell'esperienza condivisa. L'incontro, l'ascolto e la cura diventano elementi centrali del processo creativo, inteso come spazio di relazione, trasformazione e costruzione di significati comuni. In continuità con questo percorso, è attualmente in formazione come arteterapeuta, approfondendo il potenziale dell'arte come pratica di relazione e cura.